Dati tecnici, artitici e folkloristici:
La villa è un'elegante costruzione in stile neoclassico disposta su tre piani, alle sue spalle si estende un giardino all'inglese di 19000 metri quadrati, con tanto di laghetto annesso.
Il restauro della villa, se non erro, si è concluso nel 2006, pertanto, ora, la si può ammirare in tutto il suo splendore (sono stati riportati alla luce dei marmi originali, il maestoso scalone e i soffitti); quello del giardino nel 1990, con la realizzazione di percorsi botanici per l'interessante varietà e disposizione della vegetazione.
Gioiello inestimabile non solo per l'architettura di pregio, ma anche per i contenuti di quell'architettura, in quanto sede del Museo dell'800.
Nelle stanze interne, dislocate sui tre piani, si trovano opere d'arte che vanno dal neoclassicismo, a "Il quarto stato" di Pellizza da Volpedo, all'"Ebe" in gesso di Canova, ad Hayez, a Gaugin, alle ducento opere d'arte della collezione Grassi (a cui è dedicato l'intero ultimo piano).
In totale si possono contare, nel museo, duemila dipinti e settecento sculture.
Storia:
Commissionata all'architetto Piermarini da Ludovico Barbiano di Belgiojoso (da cui parte del nome), venne costruita sul finire del settecento (1790-1796) dall'architetto Leopoldo Pollack.

Nel 1801, la villa è stata residenza di Gioacchino Murat e della moglie Carolina Bonaparte, più tardi del vicerè Eugenio Beauharnais e di Augusta Amalia di Baviera. In seguito da Napoleone III (l'altra parte del nome) e dal generale Radetzky (sì, quello della marcia suonata ogni capodanno), che in questa villa morì nel 1858.
Dal 1921 è sede della Galleria d'Arte Moderna (GAM) di Milano (o Museo dell'800).
Curiosità:
Un palazzo tra i palazzi.
Se non la si conosce, ci si passa davanti senza nemmeno fermarsi, pur essendo una villa reale; nonostante in zona, tra le facciate che si somigliano, questa spicchi per diversità di forme e dimensioni...
Come spesso accade a chi non conosce la città, però, quasi si disprezzano questi grossi palazzi e queste "anonime" facciate, ma a ben vederla, a volerla osservare, la facciata è un piccolo gioiello di perfezione architettonica degna del suo tempo. Sobria, elegante e regolare.
Questo è ciò che è Villa Belgiojoso "da fuori": il gioiello inestimabile, sotto gli occhi di tutti.
La maggior parte delle persone che conoscono un'opera d'arte, per esempio, di norma conoscono, almeno a grandi linee, la sua ubicazione (Venere di Milo al Louvre a Parigi, Mosè di Michelangelo a San Pietro in vincoli a Roma...), per quanto riguarda "Il quarto stato", invece, tra le persone che lo conoscono (poche), solo un numero molto esiguo sa che quest'opera si trova a Milano e di questi pochi eletti, ancora meno sanno dove si trovi a Milano. Un gioiello fin troppo ben custodito?
Come arrivare:
La villa è in via Palestro ed il mezzo più veloce per raggiungerla è sicuramente "la rossa" (MM1).
Si scende alla fermata Palestro e si esce, seguendo le indicazioni, sull'omonima via. Si costeggiano i giardini pubblici di Porta Venezia (tenendoli alla propria destra) e, più o meno a metà, si può vedere la villa.
A breve vedrò di arricchire lo scritto con un paio di foto
postato da: gnirts alle ore 00:23
tag per questo post:milano, museo, verde, villa belgiojoso bonaparte
azioni: Permalink | commenti
scritto da: si spera gnirts, ma non si sa quando né perchè
pensato: ...PENSATO?
_______________________________________________________










