giovedì, 30 aprile 2009
Uno smeraldo che illumina cemento e mattoni.

Dati tecnici, artitici e folkloristici:

La villa è un'elegante costruzione in stile neoclassico disposta su tre piani, alle sue spalle si estende un giardino all'inglese di 19000 metri quadrati, con tanto di laghetto annesso.
Il restauro della villa, se non erro, si è concluso nel 2006, pertanto, ora, la si può ammirare in tutto il suo splendore (sono stati riportati alla luce dei marmi originali, il maestoso scalone e i soffitti); quello del giardino nel 1990, con la realizzazione di percorsi botanici per l'interessante varietà e disposizione della vegetazione.
Gioiello inestimabile non solo per l'architettura di pregio, ma anche per i contenuti di quell'architettura, in quanto sede del Museo dell'800.
Nelle stanze interne, dislocate sui tre piani, si trovano opere d'arte che vanno dal neoclassicismo, a "Il quarto stato" di Pellizza da Volpedo, all'"Ebe" in gesso di Canova, ad Hayez, a Gaugin, alle ducento opere d'arte della collezione Grassi (a cui è dedicato l'intero ultimo piano).
In totale si possono contare, nel museo, duemila dipinti e settecento sculture.

Storia:

Commissionata all'architetto Piermarini da Ludovico Barbiano di Belgiojoso (da cui parte del nome), venne costruita sul finire del settecento (1790-1796) dall'architetto Leopoldo Pollack.villa_belgiojoso
Nel 1801, la villa è stata residenza di Gioacchino Murat e della moglie Carolina Bonaparte, più tardi del vicerè Eugenio Beauharnais e di Augusta Amalia di Baviera. In seguito da Napoleone III (l'altra parte del nome) e dal generale Radetzky (sì, quello della marcia suonata ogni capodanno), che in questa villa morì nel 1858.
Dal 1921 è sede della Galleria d'Arte Moderna (GAM) di Milano (o Museo dell'800).

Curiosità:

Un palazzo tra i palazzi.
Se non la si conosce, ci si passa davanti senza nemmeno fermarsi, pur essendo una villa reale; nonostante in zona, tra le facciate che si somigliano, questa spicchi per diversità di forme e dimensioni...
Come spesso accade a chi non conosce la città, però, quasi si disprezzano questi grossi palazzi e queste "anonime" facciate, ma a ben vederla, a volerla osservare, la facciata è un piccolo gioiello di perfezione architettonica degna del suo tempo. Sobria, elegante e regolare.
Questo è ciò che è Villa Belgiojoso "da fuori": il gioiello inestimabile, sotto gli occhi di tutti.

La maggior parte delle persone che conoscono un'opera d'arte, per esempio, di norma conoscono, almeno a grandi linee, la sua ubicazione (Venere di Milo al Louvre a Parigi, Mosè di Michelangelo a San Pietro in vincoli a Roma...), per quanto riguarda "Il quarto stato", invece, tra le persone che lo conoscono (poche), solo un numero molto esiguo sa che quest'opera si trova a Milano e di questi pochi eletti, ancora meno sanno dove si trovi a Milano. Un gioiello fin troppo ben custodito?

Come arrivare:

La villa è in via Palestro ed il mezzo più veloce per raggiungerla è sicuramente "la rossa" (MM1).
Si scende alla fermata Palestro e si esce, seguendo le indicazioni, sull'omonima via. Si costeggiano i giardini pubblici di Porta Venezia (tenendoli alla propria destra) e, più o meno a metà, si può vedere la villa.

A breve vedrò di arricchire lo scritto con un paio di foto
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postato da: gnirts alle ore 00:23
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sabato, 21 febbraio 2009
È diventata il simbolo storico per eccellenza: la Madonnina.

Dati tecnici, artistici e folkloristici:

La Madonnina non è poi tanto "-ina", a meno che non si reputi piccola una statua d'oro alta 4,16m.
È sita sulla guglia maggiore dell'imponente duomo gotico e la si può vedere da ogni dove. Ho sentito dire, ma non ho potuto mai constatare di persona, che, nelle giornate in cui il cielo è perfettamente pulito (per i forti venti, per piogge copiose seguite da splendide giornate di sole eccetera), si può vedere la madonnina addirittura dalle alpi.
Se questo sia vero, come detto, non lo so, ma so, per certo, che la si può vedere da molti dei tetti della città.Madonnina
La statua è vuota, nel senso che, al suo interno, vi è "soltanto" una struttura metallica, uno scheletro di ferro, ricoperto, poi, da lamine di rame dorato. Negli anni '60/'70, se ben ricordo fine anni '70, la "Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano" (società addetta alla manutenzione del Duomo), durante delle analisi e dei controlli, riscontrò che lo scheletro della Madonnina era praticamente polverizzato a causa di agenti esterni, dovendo, pertanto, effetuare lavori straordinari di recupero per ricostruire, ex-novo, una struttura a cui restassero attaccate le lamine d'oro. Altrimenti... puff. Sarebbe potuta svanire in poco tempo.
L'attuale struttura dovrebbe essere in un materiale che resiste agli agenti inquinanti del traffico che sono stati, secondo i rilevamenti, la causa principale del decadimento della vecchia struttura portante.

Storia:
Dalla sua visuale privilegiata, a 108,5m di altezza, ha controllato e protetto dall'alto per un paio di secoli tutta la città. Dal 1774, infatti, ha dominato, incontrastata, la skyline milanese.
Il suo predominio è stato messo a repentaglio un paio di volte nei primi del '900 da due costruzioni: la torre Branca (Giò Ponti - 108m) e la Torre Velasca (106m).
Uso i termini "predominio messo a repentaglio" perché fino al '930, circa, esisteva una regola non scritta secondo la quale nessun edificio poteva esere più alto della Madonnina. Negli anni '30 del '900, poi, questa regola non scritta divenne legge scritta, pertanto i due progetti dovettero fermarsi prima dei 108,5m "per rispetto della Madonnina".
Nel 1935, Giovanni D'Anzi, scrisse "O mia bela Madonina", celeberrima canzone, assunta dai milanesi ad inno non ufficiale della città.

Curiosità:

Una copia della Madonnina, più piccola dell'originale e senza il bastone, è installata sulla cima di un altro edificio divenuto simbolo della città e della regione: il Pirellone. La copia svetta a 127m di altezza. In questo momento, dunque, nessun edificio è più alto della Madonnina. Nei prossimi mesi questo tabù dell'altezza inferiore alla Madonnina dovrebbe essere finalmente infranto, in quanto la città si sta alzando, grazie al cielo. Fra poche settimane, infatti, il core del nuovo grattacielo della regione Lombardia, dovrebbe superare quota 127 (quota 100 è già andata).
Molto suggestiva l'illuminazione notturna installata in epoca moderna. Se si capita di sera dalle parti del duomo, è quasi commovente vederla brillare lassù, nell'oscurità del cielo.


Indipendentemente dal fatto che sia il punto più alto della città o meno, la Madonnina è nel cuore di ogni milanese.
Difficilmente, infatti, questi "milanesacci, tristi e cupi, che camminano sempre con la testa bassa", non si fermano un secondo, un istante, a guardarla uscendo dalla metropolitana in Duomo, o percorrendo a piedi Corso Vittorio Emanuele, via Torino; che ci sia la neve o che ci sia il sole o sia notte fonda. Alzano lo sguardo un momento direzionandolo immediatamente là. Senza esitazione, senza dover cercare il punto esatto dove guardare. Lei è là e loro lo sanno bene
Ed il guardarla è una cosa rassicurante, perché sai che, in ogni caso, Lei è sempre lì e ti consola sapere che non sei l'unico a prendere la pioggia o a godersi un meraviglioso cielo terso in pieno inverno.


"O mia bela Madonina,
che te brilet de lontan,
tuta d'ora e piscinina,
ti te dominet Milan"
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postato da: gnirts alle ore 10:24
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venerdì, 20 febbraio 2009
Ok (occhei, immagino la k molto, molto dura...)
È tempo di cambiamenti, pertanto anche la tipologia di argomenti scritti da me in questo questo blog cambia.
Non più uno specchio buffo/idiota/insensato del suo, ma inizierà a vivere una propria vita. Sì, la vita di un blog su Milano, la mia città.
Buona parte delle informazioni che posterò le prenderò da questo sito: http://www.skyscrapercity.com.
Un forum decisamente completo a cui partecipano persone molto competenti in diversi settori della vita urbanistica e civile (ingegneri, architetti, avvocati, economisti ecc...), ma non di quelli "sboroni" che cercano di soverchiarti dall'alto delle loro conoscenze o della loro laurea. Gente comune, che ama la propria città.
Il forum in questione è un forum mondiale, pertanto è suddiviso per nazioni e ogni nazione ha le proprie sezioni... decisamente grosso come sito.

Pertanto da ora il blog diventerà, principalmente, un abbaìno su Milano, con l'intento di farla vedere sotto un'ottica diversa da quella del comune sentire dei non milanesi (Milano città grigia, sporca, gente indifferente, città-dormitorio ecc...).
Da milanese voglio provare a mostrare una città ricca di storia, cultura, arte, verde, cielo azzurro, sole splendente e, perché no, del più prosaico e mai abbastanza apprezzato cibo.
Al termine di ogni post, inoltre, se mi andrà, metterò una frase, una citazione, un aforisma, insomma, quel che mi pare, indipendentemente dall'attinenza con il post. Se mi piacerà qualcosa, la pubblicherò





"And we can love forever   "E noi possiamo amare per sempre
Forever is our today"   l'eternità è il nostro oggi"
  Queen
Who wants to live forever
 
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postato da: gnirts alle ore 02:53
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sabato, 14 febbraio 2009
Sarà anche nebbia in pianura, ma da quando ho dato il titolo a questo blog, qui a Milano c'è quasi solo sole...
Si è oscurato solo un giorno... meglio così
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postato da: gnirts alle ore 10:25
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lunedì, 09 febbraio 2009
Nella ricerca di qualcosa da scrivere, oggi mi viene in soccorso lei.
Non serve scrivere praticamente nulla nel mio post. Leggete il suo che è autoesplicativo.

"La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo..."

Anche se spesso si tratta di vedere le cose da un'angolazione sbagliata, ci sono casi in cui è veramente difficile trovare altre interpretazioni rispetto all'evidenza di una giornata no.

(... rido ancora ora...)
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postato da: gnirts alle ore 18:57
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domenica, 08 febbraio 2009

Già mi ero chiesto, tempo addietro, come mai avessi aperto il mio blog su live.com, ora mi chiedo perché apro questo su splinder...
Col tempo penserò a cosa scrivere mentre lei è in Erasmus a Tallinn.

A dispetto del titolo, comunque, a Milano, oggi, c'erano 8° centigradi e c'era il sole.

La nebbia a Milano, quella per cui "quelli del nord" vengono presi in giro, è soprattutto un lontano e romantico ricordo degli anziani...
Te ne parlano con ironia per gli strani eventi che potevano capitare quando ti trovavi immerso in un mare bianco, fumoso poiché non vedevi ciò che ti stava attorno...
Te ne parlano con dolce nostalgia pensando a questo manto avvolgente che nascondeva al giudizio degli altri i baci e le carezze dei giovani amanti...

 

Tutto questo per dire???
Ah sì, il titolo, il sottotitolo e l'apertura?
Un modo come un altro per prenderla un pochino in giro (scherzosamente, s'intende).

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postato da: gnirts alle ore 21:54
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